Quando il vento non soffia

Osare ti misura con l'idea che hai di te stesso. E se avessi esagerato?

Sempre più spesso il verbo osare è preceduto dal non. Non si tratta del coraggio di compiere un'impresa eccezionale, ma dell'imprudenza di un'azione che quindi non va compiuta.

Questo perché il termine nella sua eccezione positiva racchiude il rischio di scoprire che noi, quell'impresa eccezionale, non siamo capaci di compierla. Siamo abituati a dover dimostrare ogni giorno di essere all'altezza della nostra persona, senza poter vivere la bellezza di una giornata senza pretese.

È come se vedendo le potenzialità del vento di guidare ogni vela, ci aspettassimo che soffi sempre.
Come se fosse tale solo se soffia in favore delle vele.
Eppure, il vento è e non ha a che fare con le azioni che conseguono il suo essere.

Così anche noi ci aspettiamo di essere all'altezza di ogni nostra azione, come se avere le capacità di fare qualcosa significhi farla, farla sempre e farla sempre bene. Non accettiamo i giorni dove il vento non soffia e per paura di viverli spesso non alziamo la vela rischiando di non farlo anche quando potremmo. Per semplice paura di aver esagerato con le aspettative.

La vita diventa una prigione colorata costruita da noi stessi. Quando, la bellezza della libertà, sta proprio nei giorni in cui il vento non soffia e scopriamo di essere calma senza caos.

Scopriamo che siamo anche senza tutto quello che sappiamo di poter generare.