Dogana marocchina – Ore 11:43
Tutto inizia con l’ultimo caffè al benzinaio prima di approdare alla frontiera.
Qualche timbro, cani che fiutano le valigie e poi… il caos totale.
Funzionari che si accorgono che il mio socio ha filmato con la GoPro. Attimi di paura passati a cancellare tutto. Per fortuna, prendiamo in simpatia un poliziotto della nostra età: qualche chiacchierata sulla sua vita in dogana e sul paese ci aiuta a ottenere il foglietto del permesso per la moto in Marocco.
Ma cos’era successo al foglietto?
Era semplicemente sbiadito dopo due mesi buttato nella sacca da viaggio. Per fortuna, all’arrivo due mesi fa ne avevo fatta una foto (sapevo già che l’avrei perso o distrutto) e così associano i codici giusti.
Senza codice, non saremmo usciti dal paese!
Più di 1447 km per nulla…
Sembra tutto liscio verso il confine mauritano, finché l’ultimo poliziotto nota che mi manca il timbro d’uscita. Torniamo indietro. Tutto fermo per la pausa pranzo. Un’ora e mezza sconsolati a dormicchiare seduti.
Poi il poliziotto, beatamente tornato dal pranzo, rientra nello sgabuzzino.
Si timbra al volo e si esce per i 2 km di terra di nessuno.
Quel pezzo di terra in cui tutto è permesso?
Chi lo sa!
E in Mauritania? Ci si avvicina uno che chiameremo “Truffaldino”, noto per sbrigare le lunghe fasi della dogana. Un mix di uffici ufficiali e mille truffaldini che ti portano stanza per stanza: visto Mauritania (55 € + assicurazione moto + mancia). Passano ore, il sole scende... ma siamo fuori!
Nel frattempo facciamo amicizia con delle ragazze francesi e un senegalese, come noi spazientiti da questa dogana infernale.
Direzione Nouadhibou.
Un’ora nel buio e si arriva in questa città. Siamo completamente persi, senza soldi né internet, in un luogo ostile. Finalmente, Africa vera, quella che a suo modo ti insegna qualcosa.
Ad un tratto, sbuca uno dal taxi: Ho sentito parlare di voi in dogana. Era Oscar, che ci dice di seguirlo. Ci porta a un camping dove lui e il suo socio passano la notte. Partiti con un furgone dall’Italia e 8 motard per creare pacchetti di viaggio nel deserto. Simpatici, ci raccontano le prossime pazzie da fare in Mauritania.
Se la moto non ci lascia, ne vedremo di belle.