India, scritta da C.

Ormai lo riconosci quando arriva.

Lo sai, lo conosci, no?

E allora perché continui?

Quando parto ho un zaino pronto o più o meno, ci ho messo ciò che penso mi possa servire. Ho qualche idea, più di una aspettativa anche se mi dico di no, una voglia indescrivibile di prendere quel volo ma con le guance salate mentre vi abbraccio.

Non so mai come, ma a diecimila metri da terra, le parole viaggiano anche loro più leggere, e scrivere di un futuro incerto è l'unica dichiarazione di intenti che devo a me stessa. Ma in quell'incertezza c'è tanta libertà, un po di paura, tantissima nostalgia, e tutta magia.

Amo scrivere perché quando rileggo i miei pensieri, mi voglio un po più bene. Ho immaginato cose irreali che non sono mai successe. E sono successe cose irreali che non avrei immaginato.

Arriva sempre quel momento in cui guardo indietro e vedo la strada. Anzi, ne vedo due. Quella che avrei potuto percorrere. E quella che invece mi ha portato qui E insieme, arriva quella sensazione di pace. Di non star capendo nulla, ma di sapere che è tutto perfetto così comè. Che non potrei essere in nessun altro posto, se non qui.

Forse è per questo che continuo. Per questi momenti qui:

quando non capisco tutto, ma in qualche modo tutto ha senso.